
Tecnica mista – misura pagina di libro
Michele Cavaliere è il pioniere delle bookpages.
“Bookpages è la prova concreta che non esistono libri inutili”.
Chiarezza del messaggio,
immediatezza espressiva,
colore, gioia, energia.
Esperienza newyorchese: il book-crossing è stata la fonte.
I messaggi cambiano di intensità in base ai lavori: alcuni sono più umoristici, altri più introspettivi e poetici, altri satirici. In tutte le opere emerge un messaggio chiaro, diretto e forte su simboli che interpretano argomenti sempre attuali.
Possono essere prodotte su ordinazione nuove bookpages
– in altre lingue
– su testi specifici
– in altri formati.
Sintetizzando le tappe salienti del curriculum, Michele
– ha alle spalle 20 anni di carriera editoriale come illustratore per le testate e gli editori più importanti di Italia (Cuore, Rai 3, Rizzoli, Mondadori, internet ecc);
– partecipò al progetto Fabrica (Toscani Benetton) dove venne a contatto con le più interessanti sorgenti di sperimentazione sulla comunicazione;
– partecipa a concorsi e mostre personali e collettive, sia nazionali che internazionali, da 15 anni riscuotendo sempre attenzione e successo;
– collabora con la Cooperazione Italiana (Africa e Afghanistan) utilizzando i propri strumenti espressivi e grafici per campagne umanitarie;
– ha pubblicato e presentato il libro “Bookpages” nel 2006 con performance dal vivo presso il bookshop della Triennale a Milano.
I lavori sono realizzati con tecnica mista (penna biro, ecoline, acrilico, pastello) su tela
e su vere pagine di libro.
Sono tutti pezzi unici realizzati dal 2008 in poi.
Libri, pagine e parole vengono scelti di solito intuitivamente, senza una logica specifica, lasciando che la potenza espressiva si manifesti liberamente.
Il meccanismo bookpage è nella selezione di una parola – in bianco- da illustrare sulla pagina con un disegno colorato in trasparenza.
Da qui in poi si creano spontaneamente dei livelli successivi di interpretazione grazie alla combinazione di alcune parole con il disegno, che inducono a cercare sempre nuovi collegamenti e nuove traiettorie di lettura di ogni singola immagine.
Le bookpages vengono presentate da anni ad un pubblico molto variegato che le percepisce come “messaggi aperti”; cioè in termini interpretativi offrono una visione delle cose che può cambiare soggettivamente, ognuno trova nell’opera il senso che gli appartiene.
E’ un esempio di riciclaggio che ci insegna a rigenerare, ad intraprendere un rapporto diverso con le cose. Una nuova vita, una nuova lettura: ogni elemento marginale è uno strumento che può essere decontestualizzato e messo al centro di una narrazione diversa.
Le bookpages sono opere che si inseriscono praticamente nella “visual Poetry”.