Karine Bartoli
Karine Bartoli
I modelli pittorici di Karine Bartoli sono fotografie che lei stessa scatta nella sua vita quotidiana. Luce e movimento sono descritti in modo radicale, drammatizzando e sacralizzando una realtà apparentemente banale. È un’arte non impegnata, semplicemente osservatrice ma con una presa di posizione; quella di rappresentare un’esperienza. Mostrare le persone in un territorio, in un paesaggio, è un modo per dire “vivo, sento, lascio traccia”. La figurazione crea il collegamento tra l’interno e l’esterno, il sentimento e la realtà. L’artista cattura i momenti poetici dell’esistenza ordinaria. C’è il sole, il caldo, e chissà quanto di rinfrescante nell’aria, nei suoi quadri. È sicuro, è il Mediterraneo. È l’impressione di un momento familiare, di un pezzo della nostra stessa esistenza. Il colore bianco è onnipresente. Il bianco è la luce che corrode i dettagli che l’occhio non cerca. Nelle foto sovraesposte è il sole ad essere citato: il sole nei suoi benefici e nella sua essenza e un simbolo così profondo che i miti ci hanno lasciato in eredità. Il tocco è intriso di una schietta libertà espressiva e il mezzo non scompare dietro al motivo.
I dipinti di Karine Bartoli sono in linea con il lavoro di Fairfeld Porter e Joaquin Sorolla, che si distinsero per la libertà con cui tradussero luce e colore nei loro dipinti.






